lunedì 8 gennaio 2018

Il salto di paradigma

Non abbiamo più tempo, siamo al punto di non ritorno, è necessario effettuare un vero e proprio salto di paradigma.  

Per uscire dal baratro, bisogna realizzare nuove sinapsi di collegamento tra tutte le varie parti sociali, messe in conflitto e divise appositamente dagli interessi oligarchici.  Strategicamente, dobbiamo ostacolare lo strapotere dell'élite,   utilizzando un pensiero parallelo che ci permetta di raggiungere una  reale sovranità popolare. Allo stato attuale delle cose, non possiamo pensare di opporci frontalmente al loro enorme potere, bisogna tenere conto che controllano tutto.

Per il momento, è necessaria un alleanza di scopo tra tutti i movimenti sovranisti, almeno sui principali punti essenziali intrinsechi nella Sovranità Popolare.
Dobbiamo andare oltre gli steccati ideologici per abbattere la cultura neo-liberista che ci sta affamando.




Per cultura storica, la destra, è sicuramente arrivata un po' prima nel comprendere che la vera lotta sociale non era tra la ricca classe borghese e i lavoratori, ma tra i creatori di moneta, cioè i banchieri usurai apolidi, senza anima e spirito di popolo e i popoli con le sue varie classi sociali.

Il grande poeta Ezra Pound ne è un esempio, già nella prima parte del novecento aveva smascherato la grande usura delle plutocrazie internazionali che volevano dominare sui popoli. Lui la definì la guerra del sangue contro l'oro dei banchieri , lo spirito dei popoli contro l'usurocrazia.

Prendo atto, che oggi, anche buona parte della cultura di sinistra, quella non indottrinata dal pensiero unico, ha compreso il giogo del "Divide et impera" messo in atto dalle oligarchie, per schiavizzarci. 
Penso ad esempio al filosofo Diego Fusaro, al magistrato Paolo Ferraro, a Giulietto Chiesa e tanti altri.
È arrivato il momento storico che per amor di patria è necessaria una Santa alleanza per liberarci dagli oppressori.


                                                                                 Cosimo Massaro

2 commenti:

  1. Vogliamo che cessi il "nobilato" (che risale all'800) nella formazione delle liste elettorali. Vogliamo un'alleanza di idee e poi di programma. Vogliamo un governo di statisti e non di populisti. Vogliamo competenza e non deficienza. Vogliamo rappresentanza in tutti i Territori.

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  2. Condivido pienamente caro Adriano, sei in linea con il mio articolo

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