giovedì 29 marzo 2018

Caso Skripal, dove sono le prove?


Anche l'Italia, da buona colonia, si accoda ed espelle due diplomatici russi



Da tempo gli animi si stano scaldando e si è ormai preparato un clima da guerra fredda.
Anche il governo Gentiloni, dimissionario, ha deciso di eseguire il diktat dell'UE in segno di solidarietà nei confronti del Regno Unito, in merito all'avvelenamento di Skripal e di sua figlia.
Altri 14 paesi europei si sono accodati all'iniziativa, mentre Austria e Slovacchia non hanno ubbidito agli ordini di Londra e Bruxelles.


Gli unici a contestare la decisione del governo italiano sono stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini.
La presidente di F.D.I , ha scritto su Facebook “Inaccettabile che un Governo dimissionario decida di espellere due funzionari dell'ambasciata russa. Sono gli ultimi colpi di coda di un governo asservito alla volontà di Stati esteri che per fortuna sarà messo presto nelle condizioni di non nuocere più gli interessi nazionali italiani”.
Mentre Salvini sempre su Facebook ha scritto “Isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava”.

Ma le prove dove sono? Londra non le ha ancora mostrate! Bisogna fidarsi? Io non credo.
Di prove, che in seguito si sono rivelate false, ne abbiamo già fatta abbondante esperienza. Ricordo quando Colin Powell, in mondovisione, mostrò l'ampolla contenente le prove delle armi chimiche possedute da Saddam Hussein, motivo per il quale si scatenò la guerra all'Iraq. Naturalmente dopo aver “esportato la democrazia” con le “bombe intelligenti”, di quegli arsenali chimici non se ne vide nemmeno l'ombra.
Ma ormai era troppo tardi, il dittatore era stato ammazzato, l'Iraq distrutto e migliaia di civili erano morti.

I governi occidentali, da bravi camerieri dei banchieri asserviti ai potentati usurocratici che hanno dichiarato guerra a tutti i popoli del mondo, per sottometterli, stanno facendo solo la loro parte.
Non vi è nessun dubbio che Putin sia uno dei leader più amati e non solo dal suo popolo, non sarà sicuramente un santo, ma con il suo spirito patriottico, in questi anni, ha fatto risorgere la Russia dal totale degrado in cui era caduta, sotto la spinta neoliberista che aveva invaso il paese dopo la caduta del muro di Berlino.

Aleksandr Dugin chiamato anche “l'eminenza grigia del Cremlino” , è il filosofo pensatore che ha più influenzato Putin, indirizzando le sue decisioni su posizioni contrapposte al neoliberismo imperante. Nella nazione, patria del comunismo ateo, si è oggi riaffermata anche la spiritualità del cristianesimo .

La Russia oggi è il nemico numero uno dell’Europa perché il nostro presidente non condivide questa ideologia postmoderna liberal. Siamo nella guerra ideologica, ma stavolta non è fra comunismo e capitalismo, ma fra élite liberal politicamente corrette, l’aristocrazia globalista, e contro chi non condivide questa ideologia, come la Russia, ma anche Trump. L’Europa occidentale è decadente, perde tutta l’identità e questa non è la conseguenza di processi naturali, ma ideologici. Le élite liberal vogliono che l’Europa perda la propria identità, con la politica dell’immigrazione e del gender. L’Europa perde quindi potere, la possibilità di auto affermarsi, la sua natura interiore. L’Europa è molto debole, nel senso dell’intelletto, è culturalmente debole. Basta vedere come i giornalisti e i circoli culturali discutono dei problemi dell’Europa, io non la riconosco più questa Europa. Il pensiero sta al livello più basso del possibile. L’Europa era la patria del logos, dell’intelletto, del pensiero, e oggi è una caricatura di se stessa. L’Europa è debole spiritualmente e mentalmente. Non è possibile curarla, perché le élite politiche non lo lasceranno fare. L’Europa sarà sempre più contraddittoria, sempre più idiota. I russi devono salvare l’Europa dalle élite liberal che la stanno distruggendo”. (estrapolato da una sua intervista rilasciata al Foglio 23 Marzo 2017)

Il vero pericolo per i popoli europei non è sicuramente la Russia ma bensì la tecnocrazia oligarchica europea che sta schiavizzando tutti, soprattutto con il suo strumento preferito: l'Euro.


                                                Cosimo Massaro

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